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I prezzi del petrolio e delle materie prime aumentano e le aziende non possono permettersi sprechi che hganno anche un forte impatto ambientale.
Oggi gli imballaggi vecchi o sbagliati si sovrastampano. Con questo sistema nel solo 2010 si sono salvati 18mila km di materiale: come andare e tornare da Milano a Rio de Janeiro. Chilometri e chilometri di imballaggi nuovi, ma inutilizzabili. È con questa realtà che devono fare i conti moltissime aziende, alle prese con errori di stampa, normative che impongono aggiornamenti sulle etichette, grafiche da rinnovare continuamente. «Un tempo, forse, si buttavano via più a cuor leggero: gli imballaggi in magazzino non vanno più bene? Al macero e produciamone di nuovi. Ma oggi, con la crisi che morde e l’attenzione al riciclaggio e all’impatto ambientale che per fortuna si stanno diffondendo, sarebbe follia». La pensa così Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint Sovrastampa, un’azienda lombarda che grazie a un procedimento unico in Italia si è specializzata nel dare una nuova vita agli imballaggi già stampati.

L’aumento dei prezzi di petrolio e delle materie prime, i costi di trasporto e smaltimento, obbligano le aziende a una maggiore attenzione nella gestione delle scorte. Ma nel mondo dell’imballaggio una nuova legge o un cambio di strategia di marketing imposto dall’azienda possono far sì che metri e metri di materiale nuovo e perfettamente utilizzabile diventino improvvisamente obsoleti. Per non parlare degli errori di stampa a cui è difficile rimediare.
Così ci si è specializzati in un esclusivo sistema di sovrastampa a registro in rotocalco che consente di intervenire con precisione millimetrica su ogni tipo di packaging. Una tecnologia che ha preso le mosse già quarant’anni fa quando il titolare della Rotoprint ha modificato le macchine rotative per venire incontro ai clienti alle prese con materiale difettoso o non più adeguato alle loro esigenze.
Allungare il ciclo di vita degli imballaggi porta alle aziende un risparmio significativo perché non sono costrette a produrre nuovo materiale ed evitano i costi di stoccaggio e di smaltimento in discarica. Inutile dire che questo ha effetti positivi anche sull’impatto ambientale ambiente, soprattutto in termini di risparmio di emissioni di CO2.
Solo nel 2010 sono nati così a nuova vita oltre 18mila chilometri di materiali accoppiati in bobina, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. Forse la crisi economica sarà anche l’occasione per pensare a quanti sprechi inutili si potrebbero evitare con un po’ di attenzione e di creatività.

Per l’impegno a favore di questa forma tecnologicamente avanzata di riciclaggio e conseguente riduzione dell’impatto ambientale l’E.R.A (European Rotogravure Association) ha conferito a Rotoprint Sovrastampa l’Innovation Award 2011. Già nel lontano 1993 l’azienda ha vinto l’Oscar dell’Imballaggio conferito dall’Istituto Italiano Imballaggio per il suo procedimento brevettato. G.B
www.rotoprint.com
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