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IL CONTO È ARRIVATO
E ad alcuni è sembrato troppo salato. È stato varato il V conto energia e – come abbiamo fatto fin qui – pubblichiamo i primi commenti degli addetti ai lavori.

Il 6 luglio 2012 sono stati firmati i Decreti Rinnovabili e V Conto Energia. Per Assosolare le istanze di modifica avanzate alla Conferenza delle Regioni sono rimaste inascoltate, come dimostrano i testi firmati dai titolari dei dicasteri interessati. Anzi, alcuni aggiustamenti si ritengono peggiorativi anche rispetto alle bozze circolate lo scorso aprile con un'ulteriore riduzione delle tariffe.

Gli operatori affronteranno dunque una decurtazione del 50% rispetto a quanto si prospettava con il Quarto Conto Energia, che sarebbe dovuto rimanere valido sino al 2016.

Ma il problema per la filiera industriale delle rinnovabili non si ferma qui. Le regole di accesso alle tariffe con il Registro obbligatorio (salvo alcuni casi particolari), per impianti di potenza superiore ai 12 kW, smentiscono le intenzioni di "semplificazione" burocratica espresse nel Decreto e il GSE sarà nuovamente sommerso da migliaia di richieste per piccoli impianti: tutto il settore delle piccole e medie aziende, che stavano valutando la realizzazione di un impianto o di valorizzare le proprie coperture, si troveranno ben poche banche disposte a finanziarle.

Gli impianti si potranno sì realizzare con capitali propri, ma il debito bancario dovrà aspettare la firma della Convenzione con il GSE, con le tempistiche conseguenti.

Capitolo a parte per Assosolare ma non solo, meritano le norme per i grandi impianti e in particolare per quelli di potenza superiore ad 1 MW con una grid parity  obbligata con la scelta forzata di ricavare il corrispondente valore del "prezzo zonale orario" al posto della tariffa onnicomprensiva dal GSE, soprattutto nelle regioni del sud. Una norma che creerà ulteriore incertezza nella pur bassa redditività degli investimenti.

Nel corso degli ultimi anni le aziende si sono impegnate a ridurre i costi delle tecnologie tendendo all'obiettivo della grid parity, ma in assenza di regole del mercato elettrico il tentativo si rivela vano, limitando la stessa la libertà di investimento sul prodotto. Di fatto il mercato risulta vincolato e controllato da chi decide come utilizzare le reti senza trasparenza per gli operatori.

Se si fosse voluto invece favorire lo sviluppo di un mercato senza incentivi sarebbe stato necessario accompagnare queste misure con una profonda ristrutturazione del mercato elettrico italiano, riconoscendo per tempo che è in atto una profonda trasformazione per effetto dello sviluppo sia del fotovoltaico, sia delle altre fonti elettriche rinnovabili.

In un momento di generale crisi, non ci si aspettava un provvedimento come quello varato, ma un "riequilibrio" sul fronte del sostegno a soluzioni innovative nel settore dell'accumulo e della programmabilità degli impianti fotovoltaici, come più volte richiesto da Assosolare nel passato.

Per Averaldo Farri, consigliere delegato di Power-One, azienda italiana leader mondiale nel settore fotovoltaico, il nuovo V Conto presenta elementi di estrema criticità e, nonostante le rassicurazioni che provengono dal Ministero per lo Sviluppo Economico, non mancherà di causare serie conseguenze per le industrie e per tutti gli operatori del settore fotovoltaico italiano

Rimediare però si può. Sarà sufficiente che in fase di presentazione del V Conto Energia si lasci aperto uno spiraglio a un cambiamento della regola del Registro nel caso in cui, passati tre mesi dal varo del decreto, si vedesse che il settore entra in crisi.

Sarebbe un approccio serio, e anche in qualche modo giustamente umile, a un problema che rischia di essere grave per le aziende del settore fotovoltaico italiano. Inoltre, bisogna che siano risolte velocemente tutte le limitazioni regolatorie allo scopo di liberalizzare il mercato dell'energia dando la possibilità reale di produrre e vendere l'energia elettrica anche sulla base di contratti tra privati (a meno che non vi sia un atteggiamento punitivo nei confronti delle rinnovabili). A tale scopo la rapida regolazione dei Seu (Servizi Efficienti di Utenza) rappresenta l'ultima spiaggia per il salvataggio dell'industria fotovoltaica.

Power-One condivide l'opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che se davvero si voleva «dare una regolata» al settore, sarebbe stato sufficiente ridurre le tariffe previste dal IV Conto Energia in funzione dell'installato, spingendo velocemente il settore verso la grid parity  identificando  il punto di equilibrio fra incentivi e installato in modo da dare stabilità al mercato.

Cambiare tutto l'impianto della legge senza tenere conto di osservazione e preoccupazioni di questa natura rischia di dare una sensazione negativa. Il mercato che deriverà dal contingentamento della potenza installata gestito dai Registri sarà di circa 1,5 GW all'anno contro i 3,5-4 GW annui che il mercato italiano ha saputo sviluppare fino ad ora.

È chiaro che una riduzione di quasi 2/3 del mercato interno non potrà che mettere in grave difficoltà le aziende. La percezione diffusa fra gli operatori economici è che il registro non funzionerà e che il limite del fuori registro (che sia 12KW o 20KW poco importa) sia una misura ostativa nei confronti del settore, con l'unico risultato di bloccare lo sviluppo del fotovoltaico in Italia.

La necessità di regolamentare il settore non giustifica quindi - secondo Power-One - un taglio netto del mercato di riferimento come quello che ha impostato il Ministero per lo Sviluppo Economico. Senza mercato non esiste alcuna possibilità di sviluppo per nessuno.

Diversa è ovviamente la posizione dei ministeri interessati che ritengono che si sia avviato un processo che porterà il sistema italiano (incentivi in particolare) alla pari con i sistemi europei.

Qui sotto troverete argomenti e decreti. Il dibattito continua e non è da poco visto che dall'energia e dall'indipendenza energetica del Paese dipendono le sorti dell'economia nazionale.G.B.

http://www.quintocontoenergia.com/?p=1276

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