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LE VIE DEL LIBRO SONO INFINITE
Ebbene sì, l’argomento ci sta a cuore. Cogliamo ancora una volta l’opportunità offerta dal recente Salone Internazionale di Torino per parlare di libri e in particolare del primo amore di tanti lettori: il remainder.

Nonostante tutte le nostre attività siano sempre più digitalizzate, il libro tradizionale rimane ancora uno strumento simbolo del fare, trasmettere e immagazzinare cultura. Un bene prezioso, anche a giudicare dai prezzi di copertina che soprattutto quando si tratta di prime edizioni non sono benevoli col portafoglio dell’italiano medio. Specialmente dopo l’entrata in vigore della Legge Leviche impone uno sconto massimo del 15% sul prezzo di copertina per i primi due anni di vita di un titolo, a tutela dei piccoli editori nei confronti della grande distribuzione.

Per i “divoratori” di libri, tuttavia, esistono strade alternative al classico acquisto in libreria che permettono forti risparmi. A parte la nuova opzione dell’ebook - che non è poi sempre così conveniente in confronto ai prezzi dei volumi cartacei e comunque richiede l’acquisto iniziale dell’apparecchio - e le “occasioni” nelle catene della grande distribuzione come supermercati e centri commerciali, ci si può avventurare nei mercatini dell’usato dove se si è fortunati si trovano anche le ultime novità. Ma, soprattutto, si sono moltiplicati i centri di distribuzione dei remainders. I remainders (in italiano: avanzo, residuo, rimanenza) sono libri d'occasione nuovi, ma provenienti dalle eccedenze di magazzino e dagli stock di copie invendute dagli editori. I libri sono integri, anche se quelli più datati potrebbero presentare i segni della vecchiaia sulle copertine.

Per smaltire le proprie giacenze ricavandone un sia pur parziale rientro economico, molti editori immettono le copie invendute nel circuito dei remainders dove vengono realizzate a un prezzo che di norma è la metà di quello di copertina originario, ma che può arrivare a essere scontato anche del 70% o del 90% in caso di offerte speciali o di titoli particolarmente datati.

Possono entrare in questo circuito anche copie di titoli che sono ancora regolarmente in catalogo: sono i casi in cui l'editore aveva sovrastimato le possibilità di vendita stampandone un numero eccessivo di copie rispetto alla richiesta del mercato e di cui cerca di diminuire le scorte in magazzino.

Negli Stati Uniti è pratica usuale segnare i remainders con una riga nera a pennarello lungo la parte inferiore, vicino al dorso, rendendo dunque un remainder distinguibile a occhio da un libro acquistato a prezzo pieno e impedendo la possibilità che la libreria possa rimandarlo all'editore come invenduto. Tale pratica è rara nel Regno Unito e assente in Italia.

Negli USA il mercato dei remainders è costituito soprattutto da edizioni rilegate, o al limite da tascabili di fascia alta, mentre i tascabili più economici vengono direttamente distrutti.
Da noi, invece, se l'editore decide di adottare questa opzione qualsiasi libro può entrare nel circuito. Il primo ad aprire una libreria specializzata nei remainders in Italia fu Biagio Melloni, ex partigiano che, nel lontano 1961, fondò il “Remainder’s Book Italiano”. Il primo negozio fu aperto a Milano tre anni dopo. Melloni combatté una lunga lotta contro i grandi editori (e librai) contrari agli sconti sui prezzi di copertina convinti com’erano che non avrebbe trovato nuovi lettori, semmai avrebbe rubato i loro clienti.

Melloni riuscì ad averla vinta quasi su tutto e poté vendere volumi nuovi a metà prezzo o addirittura con sconti fino al 75%. La storia ha dimostrato come questa invenzione ha portato un nuovo pubblico di lettori. La sua avventura commerciale, tuttavia, visse fasi alterne e l’ultimo storico negozio nella Galleria di Milano chiuse nel 2006. In ogni caso, la sua geniale idea offrì a tutti la possibilità di leggere, anche a chi non aveva mai acquistato un libro.

I remainders hanno più canali di vendita. Alcune librerie, sia indipendenti sia catene, vi dedicano una porzione dei loro spazi espositivi; tuttavia sono più frequenti le librerie o anche le bancarelle, specializzate solo in questo tipo di prodotto. Con l'avvento di Internet, i remainders sono diventati un prodotto usualmente offerto da tutte le principali librerie online, alcune delle quali si sono specializzate nella promozione e distribuzione di questo tipo di prodotto.

Oggi il marchio più famoso legato alla commercializzazione di remainders è Libraccio, catena sia reale che virtuale. Un’attività nata in forma cooperativa e passata alla società Maia srl che gestisce numerosi negozi sparsi in tutto il nord Italia: Milano, Torino, Genova, Savona e a Pisa. Negli anni, il gruppo ha ampliato il proprio raggio d’azione: dai tradizionali libri scolastici usati a cd, fumetti, libri perduti, rari e difficilmente reperibili.
Legato a Libraccio è IBS, gruppo Messaggerie Libri di Giunti, il più grande e fornito Internet bookshop che offre una nutrita sezione di remainders a prezzi stracciati che in certi casi, come nei periodi di promozione, raggiungono addirittura il 70% del prezzo di copertina!

Fra le librerie virtuali che si dedicano prevalentemente o esclusivamente alle rimanenze, segnaliamo: Bol, Webster, LibriBook, Bookweb e Gullivertown. Ma anche le stesse case editrici promuovono sempre più sul proprio sito web un catalogo di libri etichettabili ormai come remainders (solitamente con una riduzione del prezzo di copertina dal 40 al 60%).

«Certo, per chi si vuole mettere a vendere esclusivamente remainders con un negozio o via web, l’ideale sarebbe bypassare il distributore e rapportarsi direttamente con la casa editrice», fa notare Luca Leone, responsabile editoriale di Infinito. «Se un volume si deve vendere con il 50 se non con il 60% di sconto e devono ricavarci qualcosa sia il venditore che la casa editrice, è consigliabile ridurre il più possibile la filiera».

Sempre più numerosi sono poi i siti che fanno da vetrina all’usato, dato che il libro rimane l’oggetto più facilmente smerciabile sul web. E, naturalmente, può risultare redditizio scandagliare gli annunci di Ebay, dove le librerie tutta promuovono offerte in stock da tutta Italia.

Più interessante, e conveniente, è la possibilità del baratto di libri. Oltre alla consolidata e diffusa pratica del bookcrossing - l'idea di base è di rilasciare libri ovunque una persona preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone - alcuni siti si sono specializzati nello scambio (gratuito) di libri, solitamente in accoppiata con dvd. Fra questi: il forum di Anobii BookMooch dove ogni volta che regali un libro a qualcuno guadagni punti che puoi usare per ottenere qualsiasi libro desideri dagli altri utenti e letto un libro puoi scegliere di tenerlo o rimetterlo a disposizione di tutti gli utenti di BookMooch; BarattoLibri che effettua anche un servizio di vendita; ScambioLibri.

Un capitolo a parte merita il progetto intitolato ∑SOS Libri” che offre addirittura una terza vita dopo quelle nello scaffale della libreria e dentro il circuito dei remainders. Ne è promotrice dal luglio 2011 l’associazione di Pavia Diogene Filosofare Oggi che rimette, dunque, a disposizione dei lettori i volumi destinati al macero vendendoli online con prezzi bassissimi che variano dai 3 ai 5 euro. La formula di vendita, esclusivamente in rete, consiste nella proposta di un acquisto all’ingrosso di volumi (quindi con un prefissato limite di acquisto minimo, per esempio dieci volumi) che giacciono in sovrappiù nei magazzini del maggior numero di case editrici. In questo modo gli editori possono razionalizzare le scorte senza rinunciare per altro a vendere i singoli volumi a prezzo pieno dai propri siti web; mentre il vincolo dell’acquisto all’ingrosso evita che questo “terzo mercato” si ponga in concorrenza sleale con gli altri tradizionali sistemi di vendita.

Inoltre: qualsiasi editore, qualora si trovi copie di un titolo in surplus nel magazzino - perché aveva previsto una vendita maggiore - può approfittare della legge 35/2005 che concede significati sgravi fiscali, pari o superiori al 67% del prezzo di copertina di un volume, se si donano a un’associazione accreditata come la stessa Diogene Filosofare Oggi. Per ogni libro donato, venduto in libreria a 10 euro, è possibile abbassare l’imponibile dell’azienda di 6,7 euro, con un risparmio fiscale di 2,21 euro. «I libri che ci donano non ce li teniamo certo noi – spiega Michele Magnani, uno dei responsabili del progetto "SOS Libri" - Li passiamo gratuitamente, a nostra volta, a biblioteche, associazioni, scuole, istituti che magari non hanno un budget sufficiente per riempire i propri scaffali di libri.

Ci sembrava davvero uno spreco, infatti, far finire al macero migliaia di libri quando c’è tanta gente ancora affamata di cultura e sapere. Il nostro marketplace, invece, si è originato grazie all’accordo con una grande agenzia di distribuzione che ci ha passato centinaia di titoli di case editrici anche molto conosciute. Ma, anche per abbattere i costi di intermediazione, miriamo, d’ora in poi, a interagire direttamente con gli editori a cui ordiniamo forti quantitativi in stock, visto che abbiamo a disposizione un magazzino dove poter raccogliere gli ordini. Come associazione, infatti, siamo attivi già da sette anni con la pubblicazione della rivista Diogene distribuita in tutta Italia da Giunti, prima nelle librerie, adesso via abbonamento».

Secondo l’Associazione Italiana Editori su 262 milioni di volumi stampati ogni anno l’invenduto è del 35% circa. Tradotto in numeri fanno 75 milioni di volumi che rimangono sugli scaffali, diretti al macero ogni anno. Una voce che al termine dell’anno risulta consistente, senza contare che nei calcoli dell’AIE non finiscono i dati relativi alla macerazione dei libri diffusi nelle edicole o nelle biblioteche.

Nel 2008, nella sola Milano, 23 biblioteche comunali hanno scartato circa 79mila libri su un patrimonio di 480mila. Costi economici e, soprattutto ecologici legati al riciclo, sempre più alti. Dati alla mano, risulta infatti che la quantità di libri destinati alla macerazione supera di molto la necessità della filiera del riciclaggio. Per gli editori mandare libri invenduti al macero non offre vantaggi economici e apre una serie di procedure obbligatorie lunghe e stringenti. I ragazzi di "SOS Libri" hanno già ritirato 1.300 titoli di case editrici anche di primo piano come Bompiani, Il Saggiatore, Mazzotta, Giunti o come Editori Riuniti che al momento del fallimento aveva un magazzino ricchissimo.

"SOS Libri" non si ferma qui. Il prossimo obiettivo è quello di aprire un negozio vero: «Per adesso è ancora un sogno, dato che i costi sono parecchio elevati - precisa Michele Magnani - ma faremo il possibile per realizzarlo. In realtà, ci piacerebbe creare quello che abbiamo ribattezzato “double shop”, libreria in inverno che d’estate si trasforma in un esercizio commerciale più remunerativo, adattandosi ai consumi tipici del periodo, come per esempio quello del gelato».
Il libro insomma percorre mille nuove vie e ognuna merita di essere…scritta.


http://www.libraccio.it
www.ibs.it
www.bol.it
www.webster.it
www.libribook.com
www.bookweb.it
www.gullivertown.it
www.anobii.com
www. bookmooch.it
www.barattolibri.com
www.scambiolibri.tk
www.sos-libri.it
www.diogenemagazine.eu


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