il primo magazine sulla sostenibilità applicata

Secondo il Nobel per la Fisica Carlo Rubbia la tecnologia nucleare è problematica e di lungo periodo. E’ il solare termodinamico, come hanno compreso Spagna, Germania e Usa, il futuro dell’energia rinnovabile in Paesi come il nostro. Le imprese del settore si organizzano, ma anche la ricerca della “fusione perfetta" continua. Nello scorso anno è nata l'Associazione Nazionale Energia Solare (Anest), una nuova organizzazione di categoria voluta da alcuni operatori italiani interessati allo sviluppo del mercato del solare termodinamico a concentrazione in Italia. 
Lo scopo è rappresentare presso le istituzioni gli operatori attivi nel settore solare termodinamico e promuovere la conoscenza delle tecnologie e delle opportunità in termini di infrastrutture, sviluppo industriale e occupazionale, ricerca scientifica proprie di questo comparto in vista degli obiettivi internazionali di incremento delle energie rinnovabili. 

Grazie all’innovazione tecnologica sviluppata, l’Italia è all’avanguardia, ma in ritardo rispetto ad altri Paesi, come la Spagna, che hanno intuito l’importanza e le opportunità di questo sistema di produzione di energia da fonte rinnovabile, applicando politiche incentivanti per sostenerne la crescita. 
15 i soci fondatori: Almeco, Archimede Solar Energy, Biosolar Flenco Group, Costruzioni Solari, Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Imat (Gruppo Marcegaglia), Reflex, Sitalcea, Solar Brain, Solo Rinnovabili, Struttura Informatica, Techint, Trivelli Energia, Turboden e Xeliox. 
Si tratta di imprese distribuite sull’intero territorio nazionale e coinvolte direttamente nella ricerca tecnologica relativa al solare termodinamico o, a diversi livelli, nella filiera industriale per l’implementazione dei relativi impianti di produzione di energie rinnovabili. 

Carlo Rubbia, che ha partecipato come parte del team degli scienziati impegnati nei grandi progetti come il Desertec *,è fortemente convinto della necessità di rivoluzionare il modo di guardare ai problemi della produzione di energia partendo da nuovi presupposti. Infatti, secondo il premio Nobel, con i carburanti fossili abbiamo problemi ambientali assai seri. Dall’altro lato, se guardiamo per esempio al nucleare, siamo di fronte a difficoltà ancora irrisolte, non fosse che per quanto riguarda il consenso dei cittadini. 

La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% all’anno nel mondo e dimostra di saper superare con l’innovazione tecnologica gli ostacoli che si parano davanti. Spagna, Cile, Messico, Cina, India, Germania, Stati Uniti sono su questa strada. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico presso Nazioni Unite e Comunità europea, lo hanno allontanato dal nostro Paese dove è stato tra i padri degli impianti a energia solare termodinamica quando era a guida dell’Enea. A Priolo, vicino Siracusa, c'è la prima centrale in via di realizzazione che sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, e questa è una buona notizia. 

Per contro, la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell'arco di 18 mesi. Passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti altri. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi e la competizione potrebbe essere aspra, come dimostra la cronaca politica internazionale di questi giorni. 

Il solare termodinamico è capace di accumulare l'energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. A pensarci bene il successo dell'idroelettrico come unica, vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l'energia e regolarne il rilascio. Anche gli impianti  a energia solare termodinamici - a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici - sono in grado di risolvere il problema dell'accumulo.

I tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel Desertec, il progetto per la costruzione di grandi centrali solari nel deserto. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa, durante l'estate, hanno problemi. E nei Paesi con estese aree desertiche reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna si stanno sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. E anche le centrali solari del futuro lo saranno se ci sarà la volontà di investire nel settore. 

Per quanto concerne il nucleare i problemi sono tanti. Da dove costruire gli impianti a come smaltire le scorie. Costruire qualche centrale (e i tempi minimi sono 10 anni) non risolve il problema. La Francia, che pure conta più di cinquanta impianti, sta rivedendo il suo programma nel tentativo di conseguire un risultato che si sta inseguendo da più di trent’anni: la fusione per produrre questo tipo di energia senza limiti e senza scorie. Proprio in Francia sta nascendo, grazie alla collaborazione internazionale che vede anche la partecipazione dell’Italia, il reattore Iter dotato di una tecnologia diversa, il confinamento magnetico. Il traguardo è ottenere circa 10,5 milioni di gradi. La stessa temperatura che tiene accese le stelle. 

* Il progetto Desertec si basa sul fatto che in sei ore nel continente africano arriva  una quantità di energia solare pari al consumo mondiale di un anno. Se i deserti del continente nero e del medioriente fossero coperti da impianti solari per lo 0,3% potrebbero rifornire tutte l'Europa oltre al territorio interessato. Gli impianti di Desertec, come a Priolo, si basano sulla tecnologia solare termodinamica: l'energia solare viene riflessa dagli specchi e concentrata verso un tubo che riscalda il liquido contenuto e dà luogo a una circolazione naturale all'interno dell'impianto. Il flusso aziona le turbine e produce energia. Non si tratta quindi di fotovoltaico.
0
0
0
s2sdefault

Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

Un libro a cura di

MeglioPossibile


per conoscere e riconoscere l'architettura del futuro

Edizioni FAG Milano

vai ai dettagli
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok