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UN BOZZOLO DI FARFALLA
Questo sembrano i nuovi bungalows in bioarchitettura del Nuovo Club Med in Senegal. Un progetto in via di realizzazione a tutela di un ambiente incontaminato. La bioarchitettura non è solo costituita dall’uso di materiali naturali: la sua ragione primaria di esistere si trova nella impostazione culturale all’origine del progetto. Questo dev’essere frutto innanzitutto di una ricerca di inserimento nell’ambiente circostante che permetta di non registrare alcuno scatto tra lo stare fuori e dentro una costruzione.

Ciò significa che, nei progetti più riusciti, la forma stessa del fabbricato si inserisce nel contesto ambientale quasi in maniera biomimetica, creando un tutt’uno con il resto del territorio.

Il Club Med attuale del Senegal è attualmente uno dei più controversi. Basta andare su tripadvisor.com, la bibbia delle recensioni dei viaggiatori, per capire che andava inventato qualcosa per risollevarne le sorti in maniera radicale. 

L’incarico di proporre qualcosa di totalmente nuovo è stato dato a uno dei più geniali architetti e designer francesi: Edouard Francois. Partendo dal concetto di bozzolo, o comunque di struttura primaria, Francois ha disegnato dei bungalows sollevati da terra, tutti completamente in legno, dalla forma biomimetica di nido di uccelli tipico dei paesi africani, dove in un solo locale è possibile abitare riproducendo la vita da tribù tipica delle popolazioni locali. Ogni bungalow infatti è indipendente ma collegato agli altri da percorsi a terra che si muovono su passerelle in legno, e che creano un contesto di villaggio perfettamente analogo al territorio in cui il complesso è inserito.

L’intervento progettuale in una realtà selvaggia e incontaminata come il Senegal è partita quindi dall’esigenza della tutela dell’ambiente prima ancora che dal comfort dell’inquilino dello spazio costruito.
Nel progetto di Francois le due cose sono andate di pari passo fin dall’inizio del processo progettuale. 

La scelta dei materiali naturali e del criterio modulare di montaggio dei bozzoli, molto singolare e di grande raffinatezza, vanno nella direzione di un processo di scelte incrociate che possono sembrare casuali a un occhio poco allenato, ma che in realtà fanno capo ad una importante esperienza di disegno. Prevedere di costruire bungalows a struttura modulare che possano essere montati velocemente da maestranze non particolarmente addestrate, e che prevedano però essere ricoperte da una pelle di giunchi dove la popolazione locale possa esprimere al meglio invece la propria abilità manuale, è segno di grande rispetto culturale verso le tradizioni costruttive del posto.

Ecco che la bioarchitettura dimostra di contenere, all’interno della sua espressione completa, quella novità non solo tecnica ma anche di approccio culturale corretto che ne fanno l’unica alternativa possibile per un futuro abitativo intelligente, rispettoso dell’ambiente e del vissuto degli abitanti.

per approfondimenti:
www.edouardfrancois.com
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Dalla chiocciola al green building


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