CULTURA DELLA SOSTENIBILITÀ

MEMORIA DI CITTÀ

Categoria // Tendenza, Società

Immagini, ricordi e memorie rappresentano frammenti di società che costituiscono il nostro bagaglio culturale, la nostra Storia e in parte anche la nostra identità di persone inserite in una determinata realtà urbana.

MEMORIA DI CITTÀ

Così come un individuo che perde la memoria perde i propri riferimenti e la propria identità (in questo caso si parla di amnesia), allo stesso modo la perdita delle memorie individuali e collettive di una città porta alla perdita dell’identità storica della città stessa e dei suoi stessi cittadini.

La nostra Storia, infatti, affonda le radici in tutto ciò che ci ha preceduto: un patrimonio assimilato e depositato nella nostra mente. Per questo motivo le “memorie di città” forniscono un senso di continuità fra presente e passato, che le rende meritevoli di essere conservate e valorizzate per il futuro. Possono essere considerate il tessuto testuale del territorio e uno strumento attraverso il quale è possibile leggere i caratteri unici di un luogo e la storia a esso collegata.

La città intrattiene con il suo passato un rapporto specifico e peculiare, tanto che da esso dipendono, per buona parte, il suo carattere e la sua individualità. È fondamentale quindi il legame esistente tra la società, le sue memorie e i complessi riferimenti comportamentali e i linguaggi che li connettono: se venissero a mancare, l’intera struttura culturale rischierebbe di perdere strutture fisiche, spazi e luoghi d’incontro che rappresentano un punto di riferimento per la comunità.

Le memorie corrispondenti a tutto ciò sono connesse a mappe mentali che sembrano voler definire comportamenti “rituali”. Il risultato d’insieme di strutture simboliche e memorie è la forma urbana della città. Questo elemento racchiude in sé una serie di altre caratteristiche come la coscenza civile, l’etica sociale, la cultura.

È specialmente nei luoghi che si condensa la storia di una comunità. Ma i luoghi cambiano, ora impercettibilmente, ora in modo rapido, sotto i nostri occhi poco attenti alla cultura della sostenibilità architettonica; spazi e ambienti che sono stati il cuore della vita economica e sociale subiscono un declino a volte irreversibile e il loro decadere porta con sé il rischio che vada smarrita per sempre la cognizione di ciò che hanno rappresentato per la collettività.

I luoghi non sono mai neutri. Infatti ognuno assorbe quel che vi accade e ne conserva memoria, così che strati su strati di storia si sovrappongono e s'intrecciano, sopra e sotto terra. Le trasformazioni dei luoghi, i modi diversi in cui si sono disegnati e gestiti gli spazi nel tempo, sono dunque lo specchio stesso delle società che li producono.

Spesso botteghe, edifici e industrie dismesse, parchi incolti, scuole e cortili in disarmo finiscono col diventare una parte insignificante del panorama urbano ed extraurbano: con essi va a perdersi il ricordo delle tante vicende, ordinarie o eccezionali, che vi sono accadute e delle tante esistenze che si sono consumate quotidianamente.

Se questa perdita è un impoverimento per tutti, lo è in particolare per le nuove generazioni, le più esposte agli effetti della pseudocultura che si riconosce solo nel presente e concorre perciò alla dispersione della memoria collettiva. Ognuno di noi dovrebbe interrogarsi sul significato di ciò che ci circonda ogni giorno, cercando di porsi domande anche sulla forma urbana della propria città, non solo per arricchire la propria cultura personale, ma anche per capirne l’l’effettivo grado di importanza.

Ed è attraverso un percorso di conoscenza della memoria cittadina che è possibile comprendere la vera identità della città, la sua storia passata e i suoi personaggi. Cercando di osservarla con occhi più consapevoli di ciò che normalmente si percepisce sarà possibile anche aprire la strada a una cultura della sostenibilità che è sempre più necessaria e che in parte ancora manca.

Nicola D'Angelo

Pubblicato:

Giovedì, 24 Novembre 2011

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