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L'ORA DEL VAMPIRO

Categoria // Cultura, Società

Fino al 24 marzo 2013 alla Triennale di Milano si tiene la mostra dedicata a "Dracula e il mito dei vampiri". Una leggenda tra le più antiche sta conoscendo una nuova giovinezza rilanciata anche da cinema e tv.

L'ORA DEL VAMPIRO

L'ipotesi più ragionevole dell'origine del termine "vampiro" parerisalire al serbo "vampir," passato poi al tedesco Vampir, al francese vampyre, all'inglese vampire (siamo nel 1734) , fino all'italiano vampiro. Detto ciò, il concetto di vampirismo è millenario: culture come quella mesopotamica, ebraica, greca e romana annoverano demoni e spiriti che si nutrono dell'essenza vitale di altri esseri e che possono a buon diritto considerarsi gli antenati del vampiro moderno. L'iconografia attuale invece è una prerogativa dell'Europa dell'est, dove i numerosissimi miti della tradizione orale sul tema vennero messi per iscritto e pubblicati.


Il mito del vampiro divenne infatti un genere letterario già verso la fine del Settecento;  nell'Europa occidentale gli studi ecclesiastici sul vampirismo cominciarono perseguitando gli eretici durante la Controriforma. Va peraltro ricordato che nella cultura romena Dracula non è mai stato considerato un "vampiro", ma, al contrario, un eroe nazionale. Scritti letterari su di lui s'incontrano fin dal 1574, con la ballata di Gaspar di Heltai).

La leggenda che ha applicato al conte Dracula lo stereotipo del Vampiro va ricercata sul lago di Ginevra, allorché nel 1816, pressovilla Diodati, stavano passando insieme delle vacanze Percy B. Shelley, con la seconda moglie Mary, e Lord Byron (1788-1824), col suo medico personale, John Polidori (1795-1821) di origine italiana.
In un'atmosfera "decameroniana" essi decisero d'inventarsi  storie fantastiche per passare il tempo: fu così che nacque il "Vampiro" di Polidori, pubblicato come novella nel 1819.

Sarà  poi il romanzo di Bram Stoker, di cui si celebra il centenario della scomparsa con eventi come la mostra in Triennale, a consacrare per sempre il mito con la pubblicazione di Dracula nel 1897. La mostra milanese, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management in partnership con La Triennale e in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, presenta circa 100 opere tra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video che dalla dimensione storica arrivano alla trasfigurazione letteraria, cinematografica e sociologica del mito del vampiro, che oggi conosce un vero e proprio exploit  soprattutto presso il pubblico giovanile (basta pensare alla saga di Twilight).

Il fenomeno è indagato in tre sezioni principali: "La realtà dietro il mito", a cura di Margot Rauch, conservatrice del Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui provengono una serie di eccezionali documenti storici e opere tra le quali il primo ritratto del conte Vlad, figura storica del XV secolo e associata a quella leggendaria di Dracula. "Bram Stoker: Dracula" in collaborazione con la Bram Stoker Estate, che propone una riflessione sul vampirismo nell'ambito letterario con particolare attenzione all'opera con documenti inediti in Italia. "Morire di luce: il cinema e i vampiri" a cura del critico cinematografico Gianni Canova che ci immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo con particolare attenzione per "Bram Stoker's Dracula" (1992) di Francis Ford Coppola, di cui sono presentati per la prima volta in Italia alcuni storyboards.
La mostra è arricchita dalla storica del costume Giulia Mafai che offre un'interpretazione originale dell'identità del vampiro e, in particolare, della Vamp, la donna  che distrugge attraverso il potere della seduzione. Completa il percorso dell'esposizione uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax:  diciotto disegni inediti illustrano l'incontro tra Dracula e Valentina.
Un'occasione particolare per ripercorrere e comprendere un mito antichissimo  diventato un cult contemporaneo.

Beatrice Riganti

Pubblicato:

Mercoledì, 28 Novembre 2012

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