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“SHARED RESPONSIBILITY, GLOBAL SOLIDARITY: RESPONDING TO THE SOCIO-ECONOMIC IMPACTS OF COVID-19”, questo il titolo del rapporto dell’ONU sugli impatti di lungo termine generati dall’emergenza Covid-19. Lo studio, presentato dal segretario generale António Guterres alla fine di marzo, mette in evidenza le gravi implicazioni socioeconomiche dell’epidemia in corso e fa appello alle Nazioni Unite affinché mettano in atto politiche di cooperazione per mitigarne gli effetti.

Il rapporto descrive la velocità con cui si è diffusa l’epidemia, dichiarata poi dall’OMS una pandemia, ed evidenzia su una mappa quale sia il livello di preparazione dei diversi Paesi per fronteggiare un’emergenza sanitaria di tale portata. L’ONU fissa quindi il primo obiettivo: sopprimere la trasmissione per fermare la pandemia e salvare delle vite, impegnandosi ad affiancare i governi di tutto il mondo affinché agiscano in maniera risoluta e coesa.

È fondamentale e urgente - si legge sul rapporto - incrementare la resilienza dei sistemi sanitari, fornire supporto ai Paesi in via di sviluppo i cui sistemi sanitari sono più deboli, rimuovere gli ostacoli e favorire l’accesso ai risultati della ricerca affinché i vaccini e i farmaci siano accessibili a tutti, coinvolgere le imprese e le organizzazioni benefiche di tutto il mondo perché raccolgano la sfida e vincano insieme questa battaglia.

Il report si sofferma sull’analisi degli impatti multidimensionali dell’epidemia, fornendo dati preoccupanti sui fenomeni socioeconomici innescati dalla diffusione del virus quali la disoccupazione, le conseguenze psicologiche dell’isolamento forzato, l’incapacità di alcuni sistemi educativi di reagire adeguatamente alla chiusura delle scuole, lo stop dell’industria manifatturiera e l’instabilità dei mercati finanziari.

Gli impatti, che saranno comunque significativi per tutti, rischiano di essere devastanti per i Paesi in via di sviluppo le cui microeconomie erano già fragili prima della crisi sanitaria. La pandemia rischia di ribaltare decenni di progressi nella lotta contro la povertà, esacerbando le disuguaglianze già marcate all’interno di uno stesso Paese e tra Paesi diversi.

Che ne sarà dunque dell’Agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici?

La crisi di COVID-19 avrà probabilmente un effetto profondo e negativo sugli sforzi compiuti fino ad ora per tener fede alla promessa degli SDGs (i.e. Sustainable Development Goals) entro il 2030. Il prolungato rallentamento dell'economia globale avrà conseguenze inevitabili che, direttamente o indirettamente, interesseranno tutti i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile. L’equità è fortemente compromessa dal momento che i più vulnerabili, tra cui donne, bambini, anziani e lavoratori non regolari, saranno i più colpiti.

L'impatto sull'ambiente, d'altra parte, sarà probabilmente positivo nel breve termine, poiché la drastica riduzione dell'attività economica causata dalla crisi ha ridotto le emissioni di CO2 e l'inquinamento in molte aree. Ma tali miglioramenti sono destinati ad avere vita breve se i Paesi non manterranno il loro impegno a favore dello sviluppo sostenibile, una volta che la crisi sarà passata e l'economia globale sarà ripresa. La pandemia sta costringendo i Paesi ad impiegare gran parte delle loro risorse finanziarie per rispondere all’emergenza, il rischio che vengano meno gli investimenti in strategie di sviluppo sostenibile, volte al raggiungimento dei 17 SDGs, è dunque concreto. Per questo motivo l’ONU invita gli Stati a tenere presenti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e gli impegni sul piano climatico nell’elaborazione delle loro risposte alla crisi.

È il momento di scegliere se tornare al mondo che conoscevamo prima oppure cogliere questo momento di crisi globale come l’opportunità per compiere un passo decisivo verso la risoluzione dei problemi che ci rendono tutti più vulnerabili. La rotta indicata dall’ONU è inequivocabile: bisogna resistere alla tentazione di adottare misure protezionistiche e agire in maniera tempestiva e coesa.

“Una crisi umanitaria richiede un’azione coordinata” - ha affermato Guterres – “serve il massimo supporto finanziario e tecnico per le persone più povere e vulnerabili. L’obiettivo deve essere quello di vivere in un Pianeta più sano, per mantenere la promessa dell’Agenda 2030 e dei 17 SDGs”.

 

Fonte: https://unsdg.un.org/sites/default/files/2020-03/SG-Report-Socio-Economic-Impact-of-Covid19.pdf

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