il primo magazine sulla sostenibilità applicata

L’estrema semplicità dei materiali e la pura abilità compositiva delle creazioni Boro, realizzate dai contadini giapponesi fin dal XIX Secolo e ora esposte per la prima volta negli Stati Uniti a New York, sono un richiamo di grande attualità che pone domande cruciali sui temi della sostenibilità, dell’inquinamento e del riuso al settore della moda e del design.

Con questo spirito la nuova mostra della Japan Society “Boro Textiles: Sustainable Aesthetics”, ovvero “I tessuti Boro: Estetica Sostenibile” invita a riscoprire alcuni tra i principi chiave dell’etica ed estetica giapponese: la prevenzione degli sprechi e la valorizzazione delle imperfezioni distintive.

 

Boro Sashiko - courtesy of Stephen Szczepanek Collection

 

La traduzione letterale di questo termine rimanda a stracci o brandelli e definisce appunto un’antica tecnica di tessitura che si basa sul riuso di materiali di scarto derivanti da indumenti dismessi e la loro progressiva stratificazione. Boro era la forma di sopravvivenza in questa terra inospitale caratterizzata da un clima rigido e da risorse molto limitate. Data l’impossibilità di coltivare il cotone a causa delle basse temperature, i ruvidi panni di canapa erano il materiale alla base di tutti gli indumenti, dai vestitini dei bambini agli abiti da lavoro. I buchi venivano rattoppati cucendo strato su strato diversi layers di tessuti, spesso intervallati da lanugine di canapa in modo da ottenere un materiale non solo più resistente ma anche sempre più caldo.

Questi due fattori imposti dal clima rigido della regione, ovvero l’impellente necessità di ottenere un indumento caldo unita alla scarsità delle materie prime, hanno dato vita ad una tecnica di tessitura capace di creare prodotti semplici e puri, di origine completamente naturale e quindi atossici in ogni dettaglio.

 

Courtesy of Amuse Museum, Chuzaburo Tanaka Collection

 

Un uso attento delle risorse, il loro continuo recupero all’interno di un processo circolare e la conseguente eliminazione degli scarti sono i pilastri su cui si basa un approccio improntato alla sostenibilità che purtroppo da diverso tempo è stato abbandonato nell’intero mondo legato alla moda, determinando gravi danni all’ambiente.

Gli ultimi dati pubblicati dalle Nazioni Unite mostrano come l’industria manifatturiera sia infatti la causa di oltre il 10% delle emissioni globali di CO2 e del 20% dell’inquinamento delle acque, unite alla produzione di circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti in discarica all’anno.

 

Courtesy of Amuse Museum, Chuzaburo Tanaka Collection

 

Urge quindi un cambio di paradigma che recuperi le antiche tecniche a favore di un’etica produttiva simile a quella insita nei tessuti boro giapponesi: originalifunzionali e sostenibili.

 

©Kyoichi Tsuzuki, courtesy of the artist and Amuse Museum, Chuzaburo Tanaka Collection

 

 Lead image: ©Kyoichi Tsuzuki, courtesy of the artist and Amuse Museum, Chuzaburo Tanaka Collection

fonte: https://www.greenqueen.com.hk/sustainable-fashion-is-learning-from-japan-traditional-boro-textiles/

0
0
0
s2sdefault

Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

Un libro a cura di

MeglioPossibile


per conoscere e riconoscere l'architettura del futuro

Edizioni FAG Milano

vai ai dettagli
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok