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PERCHE' RISCOPRIRE IL PALLADIO
A Vicenza sono in corso le celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Andrea Palladio, uno dei massimi architetti della storia. E’ importante conoscerlo per la sua sconcertante attualità. Ma soprattutto per un aspetto, strettamente legato alla cultura della sostenibilità, di lui poco noto.
Andrea Palladio è un personaggio che sul web elenca più di 2 milioni di link collegati al suo nome. E’ l’unico tra gli architetti del suo tempo. Questa fama è dovuta al ruolo che la sua opera gioca all’interno della storia dell’architettura: un ruolo di rinnovamento stilistico radicale e allo stesso tempo di recupero di segni e modi introdotti dai Greci e dai Romani, e resi in questo modo immortali.

A Vicenza la mostra a lui dedicata ripercorre tutti i passi della sua vita professionale, ne mostra i disegni stupefacenti per precisione e genialità. Da lui sono stati resi legittimi tutti i riferimenti alla architettura classica, grazie anche ai suoi Quattro Libri, un complesso e completo manuale di applicazione pratica che ha consentito a tutti gli architetti successivi di progettare con criteri che hanno fatto la storia del Rinascimento e sono stati poi ripresi dal Classicismo, fino ai giorni nostri. 
Ancora oggi simposi palladiani si svolgono con regolarità soprattutto nei paesi anglosassoni dove i riferimenti al Palladio sono facilmente riconoscibili soprattutto nella architettura pubblica.

Palladio però non va conosciuto solo per la rivoluzione stilistica che a lui fa capo, ma soprattutto per le tecniche costruttive, tutte improntate ad un concetto di architettura molto vicino ai criteri attuali di bioarchitettura e di architettura sostenibile. La sensibilità di Palladio verso aspetti di risparmio nella costruzione partono dalla scelta dei materiali. Per primo ha introdotto l’idea di riprodurre la grandiosità degli spazi classici senza l’uso di marmi pregiati. La costruzione veniva fatta tutta in mattoni, in ogni suo dettaglio, con mura perimetrali molto spesse per aumentare l’inerzia termica dell’edificio e permettere all’interno una temperatura più costante tutto l’anno rispetto alle escursioni termiche dell’esterno. Le colonne in mattoni venivano poi levigate, ricoperte di intonaco e poi dipinte, così da risultare assolutamente identiche a colonne in marmo. 

Nel progetto degli spazi, Palladio ha introdotto la tipologia della villa di campagna a pianta centrale, come la Rotonda famosissima e tante altre di simile concezione, in cui un vano centrale rotondo fungeva da unico polmone sia di calore in inverno che di fresco in estate, a beneficio delle altre camere della casa distribuite tutte attorno.

Ma la caratteristica più sconosciuta ed originale di alcune delle ville di Palladio riguarda sicuramente la soluzione del condizionamento dell’aria d’estate. Erano dotate di un sistema molto efficace di “raffrescamento ventilativo geotermico”: un modo di prelevare l’aria fredda che circola nel sottosuolo e di portarla in casa. 
Purtroppo la Mostra attualmente in corso a Vicenza non ne fa alcun cenno. E’ un peccato, perché sarebbe stato interessante e istruttivo poter visitare, assieme a moltissimi altri luoghi oggi visitabili per l’occasione, anche il sistema dei Covoli di Custoza applicato ad alcune ville palladiane distribuite sul crinale di una collina, collegate tra loro da un sistema sotterraneo di condotti naturali e artificiali. Il sgeotermico, istema utilizza l’aria fredda proveniente da grandi cavità sotterranee, i covoli, situate all’interno delle colline sulle quali sorgono le ville, nonché dai loro prolungamenti artificiali realizzati in epoca romana.
I covoli sono collocati a monte delle ville e l’aria circola naturalmente verso valle per effetto gravitazionale ( l’aria fredda, nelle cavità, è più pesante di quella più calda esterna) fino a raggiungere l’interno della abitazione. Il sistema è piuttosto efficace: i saloni delle ville hanno dei tombini che li collegano direttamente alle cantine, collegate a loro volta ai covoli da cui proviene l’aria fresca in maniera continua e soprattutto gratuita.

 

Questo sistema semplicissimo è usato ancora oggi in molte costruzioni di “nuova” concezione: gli stessi risultati che darebbe l’uso di impianti artificiali si possono ottenere utilizzando antichi metodi naturali che hanno il beneficio collaterale di non far dipendere l’immobile da alcuna fonte di energia elettrica. 
Il sottosuolo è una fonte ricchissima di energia termica, utilizzabile sia per scaldare che per raffrescare a costo zero: Palladio lo ha scoperto 500 anni fa, ma purtroppo non esercita più. 
Auguriamoci che lo riscoprano presto anche la maggior parte dei progettisti ancora in vita.

Il disegno in articolo è tratto da:
www.promonline.it/Dispensa%20Grosso%202.pdf


Per approfondimenti:
www.andreapalladio500.it/index.php

Ciclo di incontri ARCHITETTURA E SCIENZA – Faenza, 6 e 23 novembre 2008

In occasione dei 500 anni dalla nascita del Palladio, la sezione Anab di Faenza organizza una serie di conferenze:
- Architettura ed Energia: una riflessione sui sistemi energetici usati da Palladio e una verifica della sostenibilità e le tecnologie del tempo
- Misura, ambiente e paesaggio in Andrea Palladio.
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