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TASMANIA, Australia: la riqualificazione sostenibile di un ex complesso industriale nel Parco Nazionale del Lago St Clair recupera edifici Art Déco patrimonio dell’UNESCO trasformandoli in un rifugio a servizio degli amanti della Natura selvaggia e incontaminata.

La peculiarità di questa riserva paesaggistica, che la distingue all’interno dell’eccezionale panorama dei siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità, è il fatto di essere uno dei due soli al mondo a soddisfare ben sette criteri su dieci per questo status, soprattutto in quanto sede di un processo geologico in trasformazione e di vegetazione e animali di straordinaria rarità.

All’interno di questa cornice unica venne costruita nel 1940 una centrale per il pompaggio dell’acqua del lago verso la laguna, in modo da alimentare la centrale elettrica di Tarraleah. L’imponente progetto idroelettrico era composto dalla Pumphouse, edificio a tre piani per le turbine di pompaggio posto all’interno del lago a più di 250m dalla sponda e collegato ad essa da un sottile camminamento, e la Shorehouse a ridosso della riva che ospitava gli uffici e l’officina per le manutenzioni. Il programma però non fu mai portato a termine, l’impianto fu dismesso e abbandonato per oltre venti anni, fino alla sua recente ristrutturazione.

 

Obbiettivo principale del nuovo progetto è la tutela dell’ambiente naturale e dell’edilizia storica esistente, applicata grazie alla trasformazione dei vincoli UNESCO in punti di forza dell’intero processo: sostenibilità, uso di materie prime locali e minimo impatto sul sito.

In linea con questi valori, gli esterni degli edifici Art Déco sono stati conservati intatti per preservarne interamente i caratteri, a contrasto invece con gli interni spiccatamente contemporanei e minimalisti distraggono l’ospite ma anzi lo richiamano l’attenzione sul paesaggio circostante.

Altra condizione imposta è stata la limitata disponibilità economica, che unita al difficile accesso al luogo e alla conseguente difficoltà di movimento, hanno spronato i progettisti ad ideare soluzioni strutturali prefabbricate e sistemi a secco basati sull’utilizzo di materiali locali. Ciò ha determinato un sistema più semplice per l’approvvigionamento delle materie prime e una notevole agevolazione nella realizzazione grazie alla semplificazione dell’assemblaggio dei pezzi standardizzati che ha ridotto notevolmente il processo costruttivo.

La neutra tavolozza di legno utilizzata in tutto l’edificio ha garantito una struttura portante robusta e al tempo stesso efficiente dal punto di vista acustico, date le elevate prestazioni richieste dalla funzione alberghiera che garantisse un comfort adeguato agli ospiti delle suites.

 

 

 

 

Photographs: Stuart Gibson, Adam Gibson, Sharyn Cairns

Fonte: https://inhabitat.com/a-heritage-industrial-site-becomes-a-dreamy-wilderness-retreat-in-australia/

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