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NUOVE PROSPETTIVE

OLTRE GLI STECCATI: ECONOMIA E SPIRITO POSSONO DIALOGARE?

Categoria // Etica, Economia

Il convegno L'economista mistico. È possibile un'economia spirituale?* si è chiuso qualche giorno fa a Milano, dopo tre giornate intense e innovative.

OLTRE GLI STECCATI: ECONOMIA E SPIRITO POSSONO DIALOGARE?

L'ossimoro del titolo, che avvicina due ambiti ritenuti lontanissimi, se non opposti – economia e mistica – ha attirato molte persone simili e diverse in  un Teatro Filodrammatici che si è trovato gremito, mentre i relatori, tutti di livello internazionale, facevano riflettere su i rischi e le trappole di un'economia che deve necessariamente ripensare se stessa.


Per il professor Hamilton, economista e filosofo australiano,per esempio,  i cambiamenti climatici rappresentano una sfida non più eludibile: ci troviamo in una "nuova era", l'Antropocene, dove il fattore umano, per la prima volta nella storia dell'umanità, può sovvertire il creato e le dinamiche  naturali. Per questo serve un ripensamento profondo, che riguarda in primo luogo la mente e la coscienza dell'uomo stesso.


Serge Latouche, l'economista-filosofo della decrescita, ha incantato la platea affrontando con intelligenza e ironia temi pure altrettanto gravi. L'economia vigente non ha via di uscita e si presenta come una "religione monoteista", con i suoi sacerdoti e le sue cattedrali. Chi osa metterla in discussione è blasfemo. Chiede fede nella "mano invisibile" del mercato, quasi fosse un nuovo Dio. Eppure questa teologia non è più sufficiente. Bisogna mettere un limite ai bisogni infiniti (e indotti) e rincantare il mondo, a partire dalle relazioni e dalla natura.


Achille Rossi, filosofo e teologo, ha spiegato come l'economia davanti ai nostri occhi abbia creato un uomo che non c'è: tutto domanda e offerta, tutto desideri e consumo. Eppure l'uomo è altro: parla, ride, vive nelle relazioni, cerca risposte dentro e fuori di sé, è sociale, interpreta, critica, ama, si dona. L'economia si presenta come "scienza" ma è una costruzione ideologica e umana. Va trasformata.
La filosofa e teologa  Antonietta Potente ha spiegato come mistica ed economia siano intimamente legate. La mistica non è un privilegio di pochi ed è una visione in profondità, che presuppone il corpo, la ragione e l'apertura al mistero. Per questo essa è anche intimamente politica: si interessa al grido degli esclusi, dei piccoli, di chi soffre disagio; e pure si incanta della vita.
L'economia attuale concentra ricchezze nelle mani di pochi, discrimina ed esclude, riduce l'umano a parametro finanziario. Lo sguardo femminile, più ancora di quello maschile, è in grado di includere, di tenere insieme, di comprendere e rinnovare.
Roberto Mancini, ordinario di teoretica a Macerata, ha spiegato come la crisi attuale sia piuttosto una "trappola". Il sistema sembra soffrire, ma si rianima: chi implode è invece la gente reale, l'economia quotidiana. Serve allora un profondo ripensamento spirituale, culturale e legislativo-organizzativo. Il cambio della mentalità va di pari passo con un diritto che dia regole chiare alla "megamacchina": essa, altrimenti, svolge impunita la sua azione corrosiva.

Infine il proessor Riccardo Petrella, economista di tante battaglie internazionali per il diritto e la dignità umana, ha mostrato altre economie possibili e già vigenti: l'economia della vita, dei beni comuni (l'acqua in primis), delle relazioni. «Il nostro problema oggi» - ci ha ricordato - «è essere eretici, essere in lotta dappertutto: in chiesa, a casa, nelle piazze, davanti alla tv».

Nel convegno, le discipline in gioco (economia, filosofia, teologia, politica, poesia, arte) sono entrate in dialogo tra loro: basta steccati, basti rigidi antagonismi.
L'economia della vitainfatti è partecipazione critica e creativa, cosciente e spontanea insieme.

Nell'immagine: Ambrogio Lorenzetti ( c.1293-c.1348) “Il buon governo” Siena Palazzo Pubblico, Sala della Pace.






Gianni Vacchelli

Pubblicato:

Venerdì, 23 Novembre 2012

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